13 dicembre 2012

L'apprendimento


“L’apprendimento è quel processo psichico mediante cui l’esperienza modifica il comportamento umano” (definizione dell’Enciclopedia Garzanti della Filosofia). Quindi l’apprendimento è un processo che ha un percorso che può richiedere delle fasi o degli apprendimenti che fungano da punto di partenza, inoltre perché ci sia un apprendimento ci deve essere un’esperienza, la quale deve incidere sul proprio comportamento, ci possono essere, inoltre, apprendimenti “semplici” e “meccanici” che non richiedono il coinvolgimento delle funzioni mentali superiori ma riguardano processi nervosi più semplici, come i riflessi,  che fanno in modo che anche gli animali apprendano, ma anche processi più complessi come l’acquisizione del linguaggio.
Köhler (psicologo tedesco) con apprendimento per insight intende un processo cognitivo che, attraverso una rapida ristrutturazione percettiva della realtà circostante, consente di risolvere un problema e fissare nella memoria la sua soluzione.
Piaget (psicologo e pedagogista svizzero) invece parla di due processi di che caratterizzano l’apprendimento:
·         l’assimilazione, nella quale il soggetto incorpora e fa propria l’esperienza;
·         l’accomodamento in cui si modificano e riorganizzano gli schemi comportamentali, motori e mentali, ovvero strategie messe in atto dal soggetto per conoscere il mondo e poter agire su esso che vengono integrati con le nuove esperienze, per esempio il bambino manipolando oggetti piccoli scoprirà che la presa a pinza (pollice e indice) è più efficace della presa digito-palmare, ciò lo indurrà a modificare lo schema motorio fin ora utilizzato.

L’apprendimento è, dopo la crescita biologicamente determinata, un fattore importante dello sviluppo ed è quindi determinato dallo sviluppo biologico poiché richiede funzionalità motoria e/o cognitiva.
L’apprendimento non è sempre un processo consapevole, ma si può apprendere anche razionalizzando le cose, non è un processo intenzionale in quanto può essere incidentale, la modalità più diffusa in cui si realizzano queste forme di apprendimento  è l’imitazione, ma in queste forme di apprendimento la vista è il fattore più importante. Infatti la vista rende accessibili svariati stimoli che sollecitano l’azione e l’esperienza, permette di monitorare costantemente e continuo durante la condotta tenendo sotto controllo il target (l’oggetto da prendere) e la traiettoria (della mano ad esempio) consentendo aggiustamenti tempestivi della condotta stessa. Essa permette di imitare i comportamenti altrui inoltre svolge una funzione di coordinazione intersensoriale facilitando la funzione automatica delle informazioni provenienti dai diversi sensi. Il bambino che vede il gatto apprende più velocemente com’è fatto del bambino non vedente, da qui si capisce come l’assenza della vista potrebbe rallentare o compromettere alcuni apprendimenti se non si interviene per aggirare i limiti, l’adulto dovrà stimolarlo a sperimentare oggetti e situazioni nuove e dovrà fargli da feedback al suo comportamento infine è importante che l’adulto svolga una funzione sintesi delle percezioni tattili, uditive, gustative in modo che esse possano essere integrate e coordinate per formare un immagine mentale.

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